BUNNY WAILER: “IL GOVERNO DEVE FARE MOLTO DI PIU’ PER LA LEGALIZZAZIONE”

“Troppo poco e troppo tardi”, si può riassumere così il pensiero del grande Bunny Wailer su quanto sta facendo il governo jamaicano sul tema sempre spinoso della legalizzazione della marjiuana.

Anche le possibili aperture sulla depenalizzazione del possesso di piccole dosi, lascia l’artista sostanzialmente indifferente se non contrariato. Lui, in quanto Rasta, insieme a tanti altri da anni proclama le tante prerogative positive dell’erba e vedere ora questi timidi passi del governo per quello che si sarebbe dovuto fare molto tempo fa, lo lascia interdetto.

“Per me la ganja è sempre stata legale, mio padre ha cominciato a distribuirla negli anni 50 e ha continuato a farlo fino a quando è scomparso” – dice il musicista jamaicano all’Observer, mentre si trova a Stoccolma per un concerto.

Come detto il progetto del governo è quello di togliere ogni risvolto penale per coloro che vengono presi con piccole quantità di cannabis, sanzionabile secondo il disegno di legge solo con una multa.

“So cosa significa essere imprigionato, l’ho vissuto sulla mia pelle e posso dire che è un’esperienza che nessuno dovrebbe vivere” – ricorda Bunny Wailer, che questo anno è stato anche tra i principali promotori di una marcia in Kingston per chiedere la legalizzazione della ganja.

Anche l’idea di luoghi speciali nei quali i Rasta possono fumare per motivi religiosi senza incorrere in nessuna sanzione, sembra al diretto interessato un contentino che non soddisfa.

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