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Mentre il dj riproduceva i suoni sfilando il suo vinile ancora in gommalacca (un must per i selectors fanatici), mamma scoprì di essere incinta! Quella sera uscì dalla porta di casa correndo verso papà e andandogli incontro gliel'ha rivelato, sussurandoglielo all'orecchio... E lì hanno riso, riso, riso tutta la notte e cominciammo a ballare tutti e tre, visto che la mia casa si trovava accanto ad una dancehall e fu proprio questo che mi rese ossessionato, per tutta la vita.
Infatti, già dall'asilo sono cresciuto a pane e dancehall! Però, mi piaceva tanto ballare e ascoltare con mamma anche la musica di Nat King Cole..Con le mani strette l'uno all'altra, inventando dei passi qua e là, tra un “L-O-V-E” e un “Quizàs quizàs quizàs”...Con “Smile” ci abbracciavamo stretti stretti.
Non potendo andarci legalmente alle dance, facevamo dei buchi nel recinto e io dovevo stare sempre attento a passarci perchè ero grassoccio! Quando tornavo a casa ricordavo a memoria tutti i pezzi che erano stati passati! Ma...volevo diventare io la dancehall..
Sin da piccolo sono nato come selecter a partire dal sound system di mio cognato e nel contempo cantavo e vendevo dischi ma non avendo money in my pockets, non riuscii a comprare un giradischi per fare ascoltare i brani ai clienti. Così diventai anche il giradischi perchè mi chiedevano “com'è questo pezzo?” e io cominciavo a cantare!
Sin da adolescente rincorsi il successo per anni insieme al mio trio vocale roots, ma mentre altri gruppi sfondavano, noi affondavamo perchè il nostro stile era troppo roots, le nostre canzoni troppo militanti e in quel periodo alcuni produttori spingevano musica più leggera e più legata al soul, in stile americano. Non riuscivamo a campare di sola musica, allora decisi di provare ad andare a Studio One presentandomi all'audizione per Sir Coxsone.
Lui girava spesso dalle parti del nostro ghetto “difficile” e si fermava ad un bar a bere qualcosa. Una volta stavamo suonando nel retro e lui è passato ad ascoltarci e ci disse di recarci in studio ma gli altri componenti del gruppo non volevano andare a Studio One perchè Cox non pagava i diritti agli artisti. Dicevano che era un ladro. Ma io abbandonai il gruppo e andai lo stesso, non perchè mi interessassero i soldi ma perchè volevo cantare quella musica.
Studio One per me è stata una buona scuola elementare, secondaria, il college, l'università. La formazione che mi ha portato alla mia black roots con I Maestri del reggae, Coxsone compreso. Mi chiamavano proprio “il ragazzo di Coxsone” essendo il suo migliore strumento nella guerra degli stili! Così, all'inizio degli anni settanta ci sono riuscito e sono diventato la dancehall, saccheggiando con un microfono le migliaia di versions, tramandandomi e promuovendo il sound più possente di giovani talenti del ghetto, dai quali con orgoglio sono venuti fuori nuovi stili come il waterhouse inna the yard!
Per questo non sono morto.
Chi sono?
Di Ester Ishtar
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Commenti
nel '78 fondò la label Black Roots Records e fondò Youth Promotion..il resto è storia!!
Roots Brown aka Fumetto.