RICHIE STEPHENS: “PER IL MIO 50° COMPLEANNO UN DOCUMENTARIO DEDICATO ALLO SKA”

Il 5 dicembre Richie Stephens celebrerà il suo 50° compleanno con il lancio di un documentario dedicato allo ska.

Nato negli anni ’60, lo ska rappresenta il precursore del rocksteady e del reggae. Negli scorsi tre anni Richie Stephens, tra i tanti suoi progetti, si è dedicato a sviluppare quello che lui stesso ha battezzato ska-tech con lo scopo di farlo conoscere alle giovani generazioni jamaicane. Eppure il singer è voluto andare oltre fino ad immaginare e poi realizzare un documentario dedicato a questo genere musicale, che ha influenzato tutto il mondo.

“E’ molto importante raccontare come la musica ska sia diventata internazionale e di conseguenza quanto abbiamo perso noi come jamaicani. L’uso delle sonorità che ancora oggi ne fanno gli artisti stranieri farà si che un giorno nessuno più ricorderà che lo ska lo abbiamo creato noi” – spiega non senza un pizzico di amarezza, Richie Stephens.

“Ho conosciuto lo ska grazie a mio padre e alle storie che mi raccontava. Per questo ho sempre nutrito profondo rispetto verso questa musica e come interprete ho sempre amato il suo andamento ed energia, consapevole che si tratta di una grande musica da ballare” – continua il singer.

Stephens sottolinea come in Australia, Italia, Germania, Inghilterra, Cina e Giappone ci sono orchestre ska, festival e feste dedicate:

“Per questo ho deciso di impegnarmi nella realizzazione di questo documentario perché credo nella radice della nostra musica”.

L’idea è diventata realtà in Italia grazie all’incontro con quella che poi è stata battezzata Ska Nation Band con la quale il singer ha anche registrato l’album “Internationally” e tenuto una serie di concerti di successo in tutto il mondo. Comunque qualcosa in Jamaica si muove nella giusta direzione, infatti, il 27 novembre ci sarà un evento musicale denominato Ska And Rocksteady Festival:

“Ne ho sentito parlare anche se non sono stato direttamente coinvolto. Penso che sia un primo fondamentale passo perché noi jamaicani siamo bravi a sviluppare nuove forme di arte, ma del tutto impreparati nel preservarle.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Fa sempre bene un po di matematica !! * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.