ROTOTOM SUNSPLASH 2016 DAY #2

di Francesco “Versoescondido” Iampieri

Per quei pochi che si svegliano al mattino, Benicassim può offrire un caldo opprimente nelle prime ore del giorno. Nessuna paura,la cittadina regala al tempo stesso un litorale vastissimo dove chiunque lo desideri troverà il suo spazio accogliente di spiaggia e mare.

Il Rototom Sunsplash ha pensato chiaramente anche a loro,organizzando giornalmente party in riva al mare per cultori ed amanti della Dancehall, o chi semplicemente preferisce ascoltare del buon Roots Reggae cullato dalle onde del mare oltre che dalla musica. Domenica ricca di emozioni,come sempre,al cospetto del Main Stage,dove altri nomi illustri hanno calcato quel glorioso palco.

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Ijahman Levi ha avuto l’onore di aprire la serie di concerti serali,con il suo credo profondo nella religione Rastafari che lo ispira costantemente nei suoi testi e nella sua musica,fin dalla seconda metà degli anni ‘70 quando iniziò la sua carriera di cantante dopo la sua conversione.

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Quarant’anni dopo si mostra ancora combattivo ed anche polemico verso il sistema, dimostrazione dei suoi valori mai venuti a mancare nel corso dei decenni. Militanza e coerenza,oltre ad una musica ed uno show bellissimo, sono la sua miscela perfetta di successo garantito,grandi applausi al termine sono tutti strameritati.

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Green Valley,orgogliosamente catalani,sono subentrati come seconda band della serata sul palco del Main Stage,forti di un numeroso e caloroso pubblico di casa che non manca mai di seguirli in giro per l’Europa e dimostrargli affetto e stima.

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Meritati entrambi per questa band energica ed affiatata che miscelando reggae e dancehall stanno facendosi ulteriore strada sul mercato,dopo aver pubblicato anche il loro ultimo album quest’anno,dove aspirano apertamente al successo internazionale.

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Big Mountain,veterana band statunitense,dopo alterne vicende sono tornati a produrre musica nuova dopo parecchi anni.

Il live proposto ha fatto dimenticare il tempo passato,brillantezza e coinvolgimento non sono mancati assolutamente,senza mostrare il minimo cedimento sono passati dal presentare alcuni brani nuovi al proporre i pezzi storici che li portarono al successo,senza poter dimenticare in nessun modo la famosa cover che li portò alla ribalta mondiale. Una felice conferma.

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Israel Vibration, storia del reggae. Sotto le luci delle stelle, la meravigliosa Roots Radics Band prende in mano gli strumenti ed è goduria per le orecchie,elementi di prima classe in ogni settore,anche da soli varrebbero il prezzo del biglietto.

Poco dopo, le grida del pubblico annunciano l’uscita sul palco di Cecil “Skeleton” Spence, solitario per questo concerto senza il suo compagno d’avventura Lascelle “Wiss” Bulgin,bloccato da alcuni problemi di salute.

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La vita non ha regalato nulla al duo di Kingston,tutto è stato sofferto e guadagnato col dolore. Con l’amore e la fede hanno pensato loro di regalare qualcosa al mondo invece,musica di prima qualità e testi consapevoli di pace e spiritualità profonda.

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Agli Israel Vibration l’onore di chiuderla invece la serata,perchè nessuno poteva fare meglio dopo di loro. A fine concerto gli applausi sono un doveroso riconoscimento, in questi casi ci si alza il cappello e si ringrazia.

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Di notte sulla spiaggia l’aria è fresca e frizzante,chi cerca il calore ha bene in testa l’idea di dove andarselo a trovare,fosse tra le braccia del suo amore o davanti un’invitante griglia di carne arrostita per gli affamati notturni,per chi ne ha ancora nelle gambe ha yard infuocate dove ballare fino all’alba.

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