SIZZLA: DOPO 8 ANNI SI RIAPRONO LE PORTE NEGLI STATI UNITI

Dopo anni di boicottaggi e opposizioni, per Sizzla si sono riaperte le porte degli Stati Uniti per una serie di concerti che lo vedranno protagonista.

Erano ben 8 anni che al bobo veniva impedito di esibirsi davanti al suo pubblico, il motivo lo conosciamo tutti, accusato di omofobia e di incitare alla violenza contro gli omosessuali, il suo nome era in cima alla lista nera delle associazioni.

Sizzla ha scelto di cogliere questa occasione anche per qualche conferenza stampa, che gli permettesse finalmente di dire la sua di fronte agli americani, Però se per l’artista si sono riaperte le frontiere negli States, al momento si sono chiuse in Belgio dove la sua esibizione al Reggae Geel è stata cancellata in seguito alle proteste della comunità gay locale.

Non è che le contestazioni non ci sono state nelle città già toccate dal sinjay, solo che questa volta è bastata la rassicurazione che non avrebbe cantato ne profferito nessuna frase omofoba. In cambio Sizzla ha voluto che durante i suoi incontri con la stampa nessuna domanda toccasse quei temi, minaccia il suo immediato abbandono della conferenza.

In questo modo il bobo ha potuto presentare le sue ultime produzioni discografiche sottolineando l’importanza di un mercato come quello americano. Ha rispolverato tutti i temi classici della musica reggae, pace, amore e unione, senza tralasciare l’aspetto spirituale.

Un tentativo, forse riuscito, nel dissociare la sua figura da quella disegnata da chi lo considera ancora oggi un violento abituato a discriminare.

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