WALSHY FIRE: “LA NOSTRA NON E’ APPROPRIAZIONE, E’ AMORE”

Tornato questi giorni in Jamaica dove è nato, Walshy Fire coglie l’occasione per spiegare quanto e perché il suo mondo e quello di Major Lazer è così visceralmente legato alle espressioni musicali dell’isola.

Lo fa sulle pagine del Gleaner e in un lunga intervista rilasciata alla trasmissione radiofonica Nightly Fix. In un mondo che classifica e separa la musica, Walshy Fire e i suoi compagni di viaggio hanno voluto creare un luogo immaginario dove sonorità diverse si incontrano e si abbracciano. E’ in questo modo e con il loro tocco che generi musicali definiti di nicchia arrivano al grande pubblico.

“La musica jamaicana ha influenzato e influenza ogni genere di musica nel mondo” – afferma con convinzione Walshy Fire ed ecco perché la loro ricerca inevitabilmente li porta in quella piccola isola dei Caraibi. Eppure in Jamaica e altrove qualcuno pensa che più di che semplice influenza si debba parlare di appropriazione, un’interpretazione che Walshy Fire respinge con decisione:

“Mettiamo sempre la purezza in quello che facciamo perché se non fai in questo modo hai già perso. Abbiamo profondo rispetto per tutte le espressioni musicali dell’isola e siamo felici se le portiamo ad una più ampia fetta di pubblico”.

Basta ricordare i tanti progetti targati Major Lazer nei quali è presente un artista jamaicano, sia reggae che dancehall, da Chronixx a Busy Signal, da Kabaka Pyramid agli RDX. “La verità è che noi amiamo il reggae e amiamo la dancehall” – dice Walshy Fire, che racconta poi come in questi anni siano nati rapporti di profonda amicizia con alcuni artisti. “Penso a Chronixx, sono sicuro che lavoreremo ancora insieme, c’è profondo rispetto tra noi”.

Infine Walshy Fire anticipa il suo prossimo progetto, si chiama “Abeng” ed è quasi ultimato. Nel disco, per ribadire il concetto iniziale, i Caraibi incontrano l’Africa grazie alla partecipazione di artisti provenienti da quei luoghi. E viene da Laos, Nigeria, una delle sue ultime scoperte, si tratta di White Man Periwinkle. Ascoltatelo grazie al video di “Ghetto”.

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