
Affermandosi rapidamente grazie al loro sound solare ispirato al reggae, i Corrella sono diventati i nuovi beniamini della scena musicale di Aotearoa. Il loro singolo di successo inaspettato “Blue Eyed Māori” ha annunciato il loro arrivo, e negli anni successivi si sono affermati come una delle band dal vivo più in voga del Paese.
Nel 2023 è uscito il loro album di debutto, “Road From 26”. L’album è caratterizzato da un’atmosfera potente, moderna e schietta, che accompagna l’ascoltatore in un viaggio dal passato al presente dei Corrella. Pur mantenendo il loro caratteristico roots-reggae allegro, nell’album hanno incorporato sonorità funk, soul e pop-rock. Uno dei brani di spicco dell’album, “Blue Eyed Māori”, ha fatto crescere il pubblico della band grazie a questo brano rilassato e orecchiabile. Il brano è stato uno dei più trasmessi dalle radio neozelandesi e uno dei più ascoltati in streaming nel 2023. Da allora, il brano ha trascorso oltre 50 settimane al primo posto nella classifica ufficiale dei 20 singoli più venduti in Nuova Zelanda, detenendo il record assoluto per il maggior numero di settimane al primo posto.
Nel novembre 2024 è uscito il loro attesissimo nuovo album, Skeletons. Descritto come un album “ricco di inni roots-reggae perfetti per la stagione dei festival estivi”, il disco è stato inserito da Rolling Stone tra i 50 migliori album neozelandesi del 2024. Con il loro sound roots/reggae ispirato al Pacifico meridionale, l’uscita dell’album è stata seguita da esibizioni ai festival Rhythm and Vines e Homegrown, oltre a una serie di concerti sold-out in tutta l’Australasia insieme ai L.A.B. Il singolo “How Will I Know” è stato uno dei brani più trasmessi dalle radio neozelandesi durante quell’estate e uno dei 10 brani più ascoltati in streaming in Nuova Zelanda nel 2025.
Guidati dal chitarrista ritmico e hype man Te Naawe Tupe (Ngāi Tūhoe) e dai cantanti Pipiwharauroa e Ngawaiwera Campbell (Ngāi Te Rangi, Ngāti He, Ngāti Pukenga), i Corrella hanno trascorso il 2025 perfezionando il loro spettacolo dal vivo, con numerose tournée in Nuova Zelanda e Australia, oltre a esibizioni nei più grandi festival neozelandesi e come gruppo spalla di artisti del calibro di UB40 e L.A.B. Attualmente impegnati nella realizzazione del loro terzo album, nel 2026 continueranno a crescere sempre di più, affermandosi come uno dei gruppi in più rapida ascesa ad Aotearoa.
Noi abbiamo intervistato in esclusiva la cantante Ngawai.
D. Come si è formata la band?
R. Corrella è nata come una cover band. Tutti i membri facevano parte della Marina neozelandese e quindi mio fratello e il mio migliore amico si sono quindi conosciuti così. Hanno poi preso parte a un grosso festival di qui chiamato One Love ed è proprio a partire da questo momento che hanno deciso di fare il passo successivo e iniziare a comporre proprio materiale. Sono usciti quindi dei singoli nel 2021 come Summertime in Aotearoa e circa quattro anni fa mi sono unita anche io alla band.
D. Il nome della band come è stato scelto, dato che suona molto italiano?
R. Qui in Nuova Zelanda tutte le abitazioni della Marina si trovano in una particolare posizione di Auckland e Corrella Road è proprio il nome della strada dove i membri della band si ritrovavano per provare i pezzi.
D. Perché avete scelto il reggae come musica d’elezione?
R. In Nuova Zelanda il reggae ha molta forza e quando abbiamo iniziato a comporre è stata una scelta naturale per noi, anche perché frequentavamo moltissimi festival con queste sonorità. La musica di Bob Marley ha poi sempre rappresentato molto per noi, durante la nostra crescita.
D. Ed essendo voi Maori il reggae ha qualche significato particolare per voi sotto questo profilo?
R. Il reggae per noi ha sempre rappresentato il senso della resilienza. Una musica di lotta che esprime al meglio ciò per cui si crede. Non poteva insomma andare diversamente per noi. È sempre stato reggae! Ci piace comunque spaziare perché noi suoniamo anche reggae-pop e reggae-funk e quindi ci piace sperimentare ma il reggae rappresenta il fondamento della nostra musica.
D. Ci sono elementi della vostra cultura che avete introdotto nel vostro sound? Avete dato vita forse a una sorta di Maori reggae?
R. Un po’ quello che ti spiegavo prima. Per noi questa musica come nativi rappresenta la resilienza e la voglia di non mollare mai. Questo è il vero linguaggio e la forza della musica reggae per noi. Questo è evidente anche nelle nostre esibizioni.

D. Non avete mai pensato di comporre anche in lingua Maori?
R. Abbiamo già due canzoni in lingua Maori ma non sono propriamente reggae. Ma vorremmo fare conoscere la nostra lingua al mondo sicuramente, quindi chissà in futuro.
D. Come è la scena reggae in Aotearoa?
R. Il reggae va molto forte nel nostro paese da moltissimo tempo. Abbiamo tantissime band fortissime e anche i nostri cugini hawaiani vengono spesso a esibirsi da noi creando un bel clima di collaborazione. E il bello è che continua a crescere di giorno in giorno.
D. Quali sono i tuoi artisti di riferimento da cui trai maggiore ispirazione, artisticamente parlando?
R. In primis certamente Bob. Non si può prescindere da Bob! Poi sicuramente Lauryn Hill. Ci sono tante band neozelandesi che ascolto con piacere come gli emergenti e fortissimi Son & Water e naturalmente i leggendari Katchafire. Io personalmente poi amo molto la musica country.
D. E invece con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?
R. Il primo nome che ti faccio è sicuramente Lauryn Hill. Poi mi piacerebbe fare qualcosa sicuramente con qualcuno dei fratelli Marley e un altro nome che apprezzo molto è Chronixx.
D. Parliamo ora del vostro nuovo ed esplosivo singolo Not I. Gran testo, gran video, gran musica. Cosa puoi dirmi a riguardo?
R. Di nuovo, Not I è proprio un simbolo di resilienza come ti accennavo prima. È un brano che incita a resistere e a difendere ciò che si è e ciò in cui si crede. Una dichiarazione che traccia una linea e che indica cosa non si è disposti a oltrepassare. Nel video tutte le foto degli antenati sono realmente gli antenati della nostra famiglia ed è come se prendessero vita. Nella storia della Nuova Zelanda i Maori hanno dovuto fronteggiare svariate difficoltà e il video racconta proprio questo. Vengono rappresentate le varie epoche con i vari costumi dove prima siamo con i nostri costumi tradizionali e poi con abiti occidentali per via della colonizzazione degli Europei. Una canzone che non è diretta a nessuno in particolar modo ma che è comunque molto forte e ha un messaggio molto potente. Con la situazione attuale a livello mondiale sono certa che in molti potranno riconoscersi nel tipo di messaggio che propugna Not I.
D. Come ultima domanda volevo domandarti se state lavorando a un nuovo album o cosa state preparando di nuovo in studio…
R. Sì, stiamo lavorando al nostro terzo album che dovrebbe uscire all’inizio dell’anno prossimo. Faremo uscire altri singoli nel frattempo. Intanto ci stiamo preparando per la nostra estate qui per suonare la nostra musica dal vivo e anche nella vicina Australia dove ci sono anche tanti Maori che ci supportano.