TRIBUTO A BOB ANDY

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Un incubo senza fine quello che stiamo vivendo in questi giorni. Un lungo e atroce cattivo sogno che lascia sgomenti e senza fiato.

E così senza nemmeno avere il tempo di metabolizzare la scomparsa di Apple Gabriel, ecco implacabile e senza fine il flusso delle “bad news”.

A spegnersi è il grande Bob Andy, da tutti riconosciuto come tra i principali poeti della musica jamaicana, un abile e profondo cantastorie dei sentimenti umani più profondi, un’icona e irrinunciabile punto di riferimento.

Breve quanto feroce la malattia che lo ha assalito e che lo ha sottratto a 75 anni all’affetto dei suoi cari venerdì mattina 27 marzo.

Una incredibile carriera musicale, iniziata negli anni ’60 dapprima nel gruppo rocksteady The Paragons e poi come solista quando al fianco di Sir Coxone Dodd a Studio One, ha registrato pezzi immortali quali “I’ve Got To Back Home” e “Too Experencied”.

Ma come detto oltre che un raffinato singer, Bob Andy era un fine autore di testi messi poi a disposizione di altri artisti come Gregory Isaacs, Ken Boothe e Delroy Wilson.

Tutto il mondo ha espresso il suo profondo cordoglio a partire dall’amica e collega Marcia Griffiths con la quale aveva registrato l’acclamata hit “Young, Black And Gifted”.

“Solo il giorno prima ci eravamo sentiti e nonostante fosse una mia priorità quella di andare da lui a Kingston, non ho potuto a causa della pandemia che ha chiuso in casa tutto il mondo” – ha dichiarato la singer all’Observer.

BOB ANDY IN 10 CANZONI

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