Africa Unite live @ Savona Summer Splash

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    Data / Ora
    Date(s) - 10/09/2022
    Tutto il giorno

    Luogo
    Fortezza del Priamar - Corso Giuseppe Mazzini Savona (SV)
    APRI IN GOOGLE MAP

    Categorie


    SAVONA SUMMER SPLASH
    a cura del Circolo Artisi, in collaborazione con Groove Yard sound e Vladi dei Trilli, chiuderà la rassegna ARTISI SUMMER FESTIVAL
    Requisiti per entrare:
    – sorriso
    – voglia di stare insieme
    – positive vibration
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    ● EVENTO ALL’ APERTO
    ● LOCATION ESCLUSIVA
    ● LIVE BAND SHOW
    ● DJ SET
    ● SERVICE AUDIO DI QUALITA’
    ● CONFERENZE e PRESENTAZIONI
    ● MERCATINO
    ●STAND e WORKSHOP
    ● SERVIZIO RISTORO
    ● SERVIZIO BAR
    ● SERVIZIO DI GESTIONE EVENTO AMICHEVOLE E DISPONIBILE

    ★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★★

    Raccomandiamo a tutti i partecipanti di seguire delle semplici ma importanti regole di comportamento
    Rispettando se stessi, gli altri, la location e la città che ci ospiterà
    NON SPORCANDO ,lasciando intatto e pulito l’ambiente che ti circonda.

    ★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★★

    ● SI CANI con guinzaglio e museruola (porta una bottiglietta d’acqua ed i sacchettini biodegradabili per non lasciare sporco il Forte)
    ● NO VETRO NO BEVANDE

    ★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★★
    ♡ Follow your dreams ♡
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    MUSICA
    ◢ ORARI MAIN STAGE:
    20:30 – 21:15 Sergin Raqa
    21:30 – 22:15 Blue Young Monkeys
    22:30 – 00:00 Africa Unite
    00:00 – 00:30 da confermare
    ★ GLI OSPITI:
    ► AFRICA UNITE
    ► AFRICA UNITE
    – unica data ligure –
    La reggae band italiana più amata d’Italia presenta il suo nuovo lavoro discografico “Non è fortuna”,
    il “numero non lo so” dei dischi di Africa Unite. La band non si è mai sciolta per fare poi delle “reunion” ed ha continuato a macinare concerti su concerti. Oramai anche di questi si è perso il conto.
    Gli Africa Unite sono quindi molto orgogliosi di ribadire che la fortuna non ha avuto un ruolo rilevante nella loro vita musicale. Anzi, duro lavoro, tantissimo impegno, voglia di migliorarsi, nel suono, nella tecnica e nella scrittura.
    Nell’album troviamo tante collaborazioni, fra cui David Hinds, degli Steel Pulse,
    Gaudi, produttore eD amico londinese, Brinsley Forde, cantante degli Aswad, Tonino Carotone ed il giovane rapper Tito Sherpa, recente scoperta della band.

    Nel 1981, immediatamente dopo la prematura scomparsa di Bob Marley, Bunna e Madaski formano gli Africa Unite, cominciando il percorso che oggi li ha portati a diventare il gruppo più longevo e rappresentativo del reggae made in Italy.
    Il debutto discografico avviene nel 1987 con “MJEKRARI”a cui fa seguito l’Ep “LLAKA” grazie ai quali gli A.U. collettano un buon numero di live in giro per l’Italia. Nel 1991 pubblicano “PEOPLE PIE” che contribuisce ulteriormente ad aumentare la lo
    ro popolarità.
    Nello stesso anno vengono chiamati ad
    aprire il concerto di Gregory Isaac a Negril, in Giamaica.
    Gli anni ’90 sono gli anni del fermento culturale e musicale, dell’esplosione creativa nata e cresciuta
    nelle occupazioni e nei movimenti di c
    ontrocultura, in questo cont
    esto prende forma il disco, che nel
    1993 esce per la Vox Pop, “BABILONIA E POESIA”, un album cantato quasi interamente in italiano che
    si confermerà un disco cruciale per il futuro del gruppo.
    Nell’immediato si vedono moltiplic
    are i concerti in Italia ed
    inoltre la distribuzione in Olanda, Belgio e Francia, fa sì che gli Africa vengano invitati ad una serie di festival in giro per l’Europa. In seguito saranno chiamati al Festival di Babilonia in Iraq e a partecipare a due concer
    ti in Palestina “UN SOLE CHE BRUCIA” del 1995, ottiene un inaspettato successo di critica e pubblico che aprirà la strada per la futura collaborazione con Polygram/Mercury con la quale gli Africa pubblicheranno l’anno successivo il live “IN DIRETTA DAL SOLE”.
    Il 1997 è l’anno de “IL GIOCO” attraverso il quale la band esplora e mescola tutte le più moderne
    tendenze musicali mitteleuropee distaccandosi dallo stereotipo reggae per avvicinarsi al drum’n’bass, al funk, passando per l’ r’n’b.
    Undici tracce che, nell’edizione dub, uscita solo in vinile, si pregiano dell’intervento di Mad Professor, in qualità di Dub Master.
    Il ritorno alla tradizione è segnato da “VIBRA”, pubblicato da Universal nel 2000. Il tour, questa volta,
    durerà quasi due anni.
    Nel 2001, in occasione del ventennale
    della morte di Marley, la band pubblica l’album tributo “20”, nel quale propone una selezione
    di brani di Robert Nesta Marley rivisitati
    in perfetto stile Africa.
    “MENTRE FUORI PIOVE” esce nel 2003 e segna il ritorno della band all’autoproduzione, avvalendosi della collaborazione di Venus, per la distribuzione del disco. Suoni raffinati,
    arrangiamenti curati e liriche intense sono gli elementi distintivi di questo lavoro.
    “UN’ALTRA ORA”, pubblicato l’anno successivo, è una raccolta di brani dal vivo a cui viene abbinato un Dvd, 160 minuti di ritmo in levare, musica, immagini e i viaggi in Giamaica, Iraq, Olanda, Palestina oltre ad alcune pillole di backstage.
    Nel 2006 arriva “CONTROLLI”, un perfetto mix tra dub, reggae e sp
    unti di elettronica, con dueospiti
    d’eccezione: Natasja, talentuosa artista danese, prematuramente scomparsa, e Raiz.
    A seguire in “4 RIDDIMS 4 UNITY” gli Africa Unite ospitano la scena Reggae italiana e nomi stranieri
    d’eccellenza come Kymani Marley, Pri
    ncess Julianna, Sergent Garc
    ia, a cantare su quattro basi
    estratte dall’album “Controlli”.
    “BIOGRAFRICA UNITE” esce nel 2008 in co-produzione con Universal. Un prestigioso cofanetto monografico contente due Cd e un Dvd. Nell’estate del 2009 la band realizza venti concerti tra Italia, Spagna con una puntata a Los Angeles.
    Nel 2010 con “ROOTZ” si recuperano le sonorità più ortodosse e calde del genere che, con il dub e la
    poetry, hanno rappresentato i modelli di ispirazione originaria.
    Dopo diciassette album, nel 2011 viene pubblicata “TRENT’ANNI IN LEVARE”, prima biografia ufficiale edita da Chinaski Edizioni.
    Lo stesso anno li vede protagonisti di un tour che ha toccato le principali capitali europee ottenendo ampi consensi di critica e pubblico
    A vent’anni esatti dal tour del 1993,
    “BABILONIA E POESIA”, la band ricostituisce la formazione
    originale, tecnici compresi, e torna a calcare i palchi della Penisola riproponendo lo stesso repertorio
    e sound.
    Ad aprile 2015 esce “IL PUNTO DI PARTENZA”: lavoro di Africa Unite completamente autoprodotto e
    disponibile in free download sul sito della band.
    Un disco che abbraccia il genere con episodi di sperimentazione e temi orchestrali magistralmente condotti.
    La musica quale strumento di comunicazione per raccontare la storia che gli Africa hanno vissuto
    sulla propria pelle dalle origini ad oggi, attraverso la propria lente.
    Una profonda analisi del tempo che stiamo vivendo, scalfito dalle contraddizioni e attraversato dai
    cambiamenti, con il conseguente
    bisogno di affermare il proprio punto di vista lucido e coerente.
    Con Il Punto di Partenza
    , scaricato da più di settantamila persone, la band si aggiudica
    due nomination per la Targa Tenco nelle sezioni “album dell’anno” e “canzone singola”. L’album in questione è stato anticipato dal singolo “L’esercito con gli occhiali a specchio”, libera in
    terpretazione di Madaski su un testo di Quit the Doner (Quititaly, l’Italia come non la raccontereste ai vostri figli.
    2014 Indiana Editore).
    Successivamente escono altri due singoli Pure Music Today feat. Raphael e La Teoria.
    Nel 2018 gli Africa Unite, in
    sieme ad Architorti e alla compagnia di danza modenese MMCDC, sono
    impegnati a portare in giro per i teatri italiani lo spettacolo multimediale OFFLINE in tempo reale, dove
    la materia musicale è fornita dalle canzoni di Africa Unite in un’elaborazione per quintetto
    d’archi (a cura di Architorti) e per elettronica applicata. E’ proprio OFFLINE ad ispirare la scrittura del
    nuovo album “In tempo reale” (2019) e della sua versione Live in tiratura limitata su vinile.
    A maggio 2021 esce People Pie (2021) remake dell’album pubblicato nel 1991 e “Forty – One Bullets”, nuovo singolo ispirato all’omicidio Amadou Diallo.

    ► BLUE YOUNG MONKEYS

    ► SERGIN RAQA
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    ◢ ORARI SAVONA REGGAE CORNER:
    dalle 16:00 alle 21:00
    ★ Djs:
    ૐ●• Franci Vibes 16:00-17:00
    Si avvicina ai piatti nel 2007, come fondatrice del duo Dancehall Vibes. Nel corso degli anniporta la sua selezione roots/reggae/ska/dancehall in diverse realtà lungo tutto lo Stivale. Chiusa l’eperienza Dancehall Vibes, dipo qualche anno di pausa, torna “in solo” dietro alla consolle.
    ૐ●• ReggAddicted MVMT 17:00-18:00

    ૐ●• La Cosca 18:00-19:00

    ૐ●• The Atheist 19:00-20:00

    ૐ●• ReggAddicted MVMT 20:00-21:00
    ★ MCs:
    ૐ●• Mr.Puma
    Mr.Puma, alias Gianni Briano, savonese d’origine, cittadino del mondo di elezione. Catturato dal reggae nei quartieri di Londra nel 1984, dopo una lunga immersione nei ritmi della Jamaica, ritorna in Italia all’inizio del 1985 e diventa uno dei protagonisti-cerimonieri delle feste insieme a cultori amatoriali di reggae savonesi (tra i primissimi a “importare” questa musica in Italia): il giornalista ed esperto di black music Gianni Galli, e l’Originator Toaster Briggy Bronson, allora denominati Riddim Gang.
    Nel 1986 fonda il gruppo “Mr.Puma e i Rompotodo”, uno dei primi sound system nati in Italia. All’Officina, il primo centro sociale genovese inizia la sua esperienza rielaborando il modello dei Dj giamaicani, improvvisando sulle “version” in italiano e in gramlot.
    Con un talento naturale per la comunicazione istrionica e teatrale, per mezzo di travestimenti fantasiosi e proposte di personaggi surreali, Mr.Puma (così battezzato dagli amici genovesi) afferma il suo inconfondibile stile regga/raggamuffin sul palco e nelle strade.
    Artista itinerante tra periferie e ghetti, tra sole di Riviera e buio dei caruggi, nel sottosuolo dei suoni metropolitani genovesi anticipa i colori della convivenza multietnica che farà esplodere passioni e conflitti, odio e amore, calore e freddo.
    Nel 1989 l’incontro con Roberto Quadrelli, elemento di spicco dell’underground genovese, bassista e leader del gruppo “I Ragni”: ne deriva un magico incastro di esperienze e di stili (dal punk-rock di Quadrelli al reggae-raggamuffin di Mr.Puma).
    Nasce così una originale collaborazione che dà luogo alla costituzione del gruppo “I Ragni perplessi”) e in seguito a cambiamenti di formazione a “Il circo della fame”, conquistando i club underground genovesi fino a diventare un vero e proprio gruppo cult.
    Nella più autentica tradizione del raggamuffin, Mr.Puma improvvisa creative partecipazioni, come ospite in vari festival e concerti di gruppi affermati sulla scena nazionale e locale: Pitura Freska, Africa Unite, Mau Mau, Blindosbarra, Sensasciou, MGZ e le Signore.
    All’inizio del 1993 un nuovo balzo nel futuro. L’ultimo miracolo (fortemente sofferto e voluto) di Mr.Puma è un gruppo denominato “Mr.Puma e i Raptus” composto da: basso, batteria, due chitarre elettriche, tastiere, sax, tromba e trombone.
    Il progetto dà vita a uno spettacolo e a un CD intitolato “Dal virus alla rivelazione” pubblicato da una delle più importanti etichette discografiche indipendenti, la milanese Vox Pop nel 1994, prodotto e mixato da Madaski, stregone della musica elettronica, tastierista e fondatore degli Africa Unite, tra i più seri produttori di musica di tendenza che vanta collaborazioni importanti: da Jovanotti fino a Battiato. E’ un CD che riunisce tutta la contaminazione possibile che Mr.Puma ha assorbito in dieci anni di frequentazione delle scene musicali nostrane. Da uno dei brani di punta “L’uomo delle pulizie”, il regista Riccardo Paoletti, ricava un videoclip che viene giudicato tra i migliori venti video italiani dell’anno in rotazione su VideoMusic (primavera 1995). La promozione del disco comprende due anni di performance nei locali e in alcuni festival importanti (ArezzoWave, 1995) oltre ad alcuni passaggi sulla televisione di stato (“Quelli che il calcio” di Fabio Fazio, “Saxa Rubra” di Gaspare e Zuzzurro).
    Nel marzo 1996 inizia la collaborazione, umana ed artistica, con il regista teatrale Pippo Delbono con la nascita dello spettacolo “Barboni”. Quello di Delbono è un tipo di teatro che arriva al cuore, portando in scena la vita e le esperienze di personaggi (raramente attori) di provenienza diversissima con una tecnica teatrale scarna, ma precisissima. “Barboni” che diventerà rapidamente un successo, lancia la compagnia in tournée internazionali (a parte tutta la penisola, lo spettacolo è stato replicato Francia, Svizzera, Germania, Polonia, Cuba, Argentina, Egitto) e conquista importanti premi (Premio Ubu ’97 per la ricerca tra arte e vita, premio speciale della critica ’98) oltre alla pubblicazione di un libro (Ghiglione, Delbono, Ponte di Pino, foto Larari, Barboni: “il teatro di Pippo Delbono” Milano, Ubu Libri, 1999). L’avventura prosegue con una seconda produzione “Guerra” (1998) e un’intensa tournée italiana e internazionale.
    Nel frattempo dal ‘98 Mr.Puma si imbarca in un’avventura nuovissima, fuori dagli schemi e dalle definizioni: un nuovo progetto che coaguli quasi quindici anni di esperienze performative dei generi più vari. Con la collaborazione di alcuni amici musicisti nasce “Collegamenti” e prende vita una sorta di teatro-canzone in continua evoluzione che col tempo, abbandonata la scelta strumentale, si trasformerà in una performance tra i suoni elettrici e minimali del Dj “DubMaster” Spillus e le immagini del documentarista e video-maker, Jasper.
    Intanto, nel luglio del 2000, alle Orestiadi di Gibellina, Mr.Puma partecipa ad un nuovo spettacolo di Pippo Delbono: “Il Silenzio”. Quattro anni più tardi al Festival d’Avignon, con la partecipazione di Umberto Orsini e la mitica folk-singer Giovanna Marini, debutta “Urlo”. Lo spettacolo viene accolto trionfalmente in tutta la Francia e nel 2005 vince il Premio “Olimpici del Teatro” come Migliore spettacolo d’innovazione. Mr.Puma partecipa a un’idimenticabile tournée in Palestina e Israele con lo spettacolo “Guerra” e nel 2003 esce il film omonimo vincitore del David di Donatello come miglior film-documentario.
    La ricerca individuale di Mr.Puma, l’idea di un one-man show accompagnato da musica elettronica e da proiezioni video si evolve e dalla costola di “Collegamenti” nel 2006 nasce il nuovo progetto “L’occhio del puma” supportato dalla video-art di Maurizio Oliveri (già membro delle “Signore” negli show di un altro artista savonese: Mauro “MGZ” Guazzotti) e alla consolle di Giovanni Astengo, Dj con esperienze di reggae-sound system.
    ૐ●• Obietto
    ૐ●• Vladi dei Trilli

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    ★ SPONSOR:
    ► GENOVAMAICANO
    www.greensapp.it



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    ◢ Esposizione video-fotografica
    a cura di : in conferma
    ◢ Grafiche a cura di: MARTA LAGORIO
    ◢ Comunicazione: SIMONA CAPELLI
    ◢ Media partner: in conferma
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    ◢ WORKSHOPS e STANDS:
    ૐ●• Workshop di danza Sabar
    ૐ●• Workshop di tamburi Sabar
    ૐ●• Workshop di dancehall – in conferma
    ૐ●• Workshop di yoga – in conferma
    ◢ Tatoo area – in conferma
    .
    ★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★★☆☆☆☆☆★★★★★★
    ◢LOCATION:
    FORTE PRIAMAR
    La fortezza di Savona sul Priamàr venne costruita dalla Repubblica di Genova tra il 1542 e il 1544, su progetto di Giovanni Maria Olgiati, con lo scopo di difendere e proteggere, da un lato, il proprio territorio da possibili attacchi provenienti dallo stato dei Duchi di Savoia e dall’altro di controllare la città di Savona, che nel 1528 era stata definitivamente sottomessa (quando fu interrato il grande porto medievale).
    Per far posto ai poderosi bastioni, che valorizzano la posizione strategica del promontorio roccioso del Priamàr, si distrusse uno dei quartieri più importanti della città bassomedievale comprendente tra l’altro, la Cattedrale di Santa Maria di Castello, il Palazzo Vescovile, il Convento domenicano, i dieci oratori delle confraternite e i tre ospedali cittadini.
    Dal 1956 ad oggi le sistematiche campagne di scavi archeologici condotte ogni anno dall’ Istituto Internazionale di Studi Liguri (IISL) stanno progressivamente riportando alla luce quanto rimane dell’ antico abitato, che trova via via una progressiva valorizzazione tanto nel “Civico Museo Archeologico e della Città” (in continuo aggiornamento da parte dell’ IISL) quanto nell’allestimento delle suggestive aree archeologiche all’interno e all’esterno della Fortezza.
    Il complesso fortificato subì nei secoli numerosi ampliamenti e trasformazioni divenendo anche un reclusorio penale. Proprio con tale funzione viene ricordato quale luogo di prigionia di Giuseppe Mazzini, incarcerato dal mese di novembre 1830 al mese di gennaio 1831. Durante il periodo di prigionia a Savona Mazzini ideò la Giovine Italia.
    A tutt’oggi la Fortezza di Savona sul Priamàr è l’opera fortificata più grande ed imponente dell’ intera Liguria.
    Dopo un lungo periodo di abbandono e degrado, il Comune di Savona ha avviato impegnativi lavori di restauro per il recupero integrale del complesso monumentale del Priamàr che è diventato un importante polo culturale e turistico dell’ intera Regione Liguria.
    Per maggiori informazioni vedere la sintesi approntata dall’ Istituto Internazionale di Studi Liguri su www.museoarcheosavona.it/video
    Informazioni
    Civico Museo Archeologico e della Città
    Istituto Internazionale di Studi Liguri – Sez. SV
    Palazzo della Loggia, Fortezza – Priamàr – Piano terra
    Tel. 019.2211.770 – 338.4951.405 – E-mail: info@museoarcheosavona.it
    Servizio Cultura e Turismo – Comune di Savona
    Palazzo degli Ufficiali, Fortezza – Priamàr – 2°P: tel. 019.8310.728
    Gestione spazi Priamàr – Comune di Savona
    Palazzo degli Ufficiali, Fortezza – Priamar – 3°P: tel. 019.8310.730
    Ufficio Custodi Priamàr – Comune di Savona
    Palazzo Sibilla – Priamàr: tel. 329.210.4905

    SAVONA
    Una città che non ha una vocazione prettamente turistica può offrire comunque tante attrattive dal punto di vista storico, culturale e artistico. È il caso di Savona (www.costacrociere.it/porti/savona.html) che oltre a sorprendervi con effetti speciali, è un buon punto di partenza per spingervi alla scoperta della Liguria.
    Non solo il porto e il lungomare, Savona è ricca di storia e arte. Tra musei e palazzi storici, goditi le vie della città e la sua atmosfera unica.
    Fortezza Priamar
    Centro Storico
    Cattedrale dell’Assunta
    Palazzo Gavotti
    Via Paleocapa
    Torre Leon Pancaldo
    Museo della Ceramica
    Fortezza Priamar
    FORTEZZA DEL PRIAMAR
    Il simbolo della città è sicuramente la fortezza del Priamar. Questo grande complesso, che si trova vicino al porto, è stato costruito tra il 1542 e il 1544 dalla Repubblica di Genova. Il suo scopo era duplice, da un lato proteggersi e difendere il territorio dagli attacchi dello Stato dei Duchi di Savoia. Dall’altro quello di avere il controllo sulla città di Savoia, che dal 1528 era stata conquistata proprio dai genovesi. Per costruire questo enorme complesso venne distrutto uno dei quartieri all’epoca più importanti della città, che comprendevano, tra l’altro, il Convento dominicano, la cattedrale di Santa Maria di Castello e i tre ospedali cittadini.
    La fortezza ha subito negli anni diverse trasformazioni, diventando anche una prigione dove venne incarcerato Giuseppe Mazzini. Alla fortezza si accede attraverso una rampa ed è racchiuso da due piazze principali: Piazzale della Sibilla da cui si può ammirare una meravigliosa vista sul mare e sulla città e il piazzale del Maschio, in cui si svolgono concerti e spettacoli. Dopo un lungo periodo di incuria il Comune ha dato il via a una serie di lavori di ristrutturazione per il recupero dell’intera facciata. Attualmente l’edificio ospita il Museo Storico Archeologico di Savona (raccoglie reperti e testimonianze della sua storia) e in due sale del complesso è permessa la celebrazione dei matrimoni civili.

    CENTRO STORICO
    Una città a misura d’uomo che si gira benissimo a piedi. Il centro storico è molto pittoresco, vi potrete perdere tra strade strette, vicoli e palazzi colorati. Nell’elenco delle attrazioni a cui prestare attenzione c’è sicuramente la Torre del Brandale o “Campanassa”, che si trova in quella che è la parte più antica del porto di Savona, insieme ai resti di una loggia privata, le torri Corsi e Guarnieri, il palazzo degli Anziani di cui parleremo più avanti. La Campanassa è una torre trecentesca, alta 50 metri, la cui campana (che ha subito nei secoli diverse ristrutturazioni) richiama i cittadini ad andare in Parlamento e che negli anni è stata fatta suonare in situazioni di particolare importanza.
    Sul primo cornicione ci sono i dodici stemmi in ceramica che rappresentano le signorie che si sono avvicendate nella gestione della città dal 1100. Dalla torre si può accedere al Palazzo degli Anziani che rappresenta una sorta di museo lapidario che contiene una collezione di iscrizioni, rilievi marmorei, affreschi medievali e fregi che risalgono a un periodo che è compreso tra il 1300 e il 1800. Tra le curiosità anche una serie di statuine di pastori, mentre nell’atrio si trova la campana civica che risale al 1669.
    CATTEDRALE DELL’ ASSUNTA
    È la cattedrale più importante della Diocesi e sorprende la sua facciata barocca. Occupa una posizione centralissima e all’interno del suo complesso si annovera anche la cappella Sistina, omonima di quella romana e di cui parleremo più avanti. L’inizio della sua costruzione è fissato intorno al 1589, mentre fu consacrata nel 1605. All’interno è rinomata per il suo coro in legno, una mirabile opera con intarsi che risale al 1500. Ci sono numerose opere d’arte che hanno un grandissimo valore artistico e pittorico, tra sculture e dipinti. Le cappelle si fregiano di quadri raffiguranti in special modo la Madonna.
    Ha una pianta a croce latina che è suddivisa in tre navate. La sua edificazione fu dovuta anche alla distruzione della cattedrale che sorgeva sul colle e dovette fare spazio alla fortezza del Priamar. Le sue linee marcate e imponenti si devono all’artista Battista Sormano. La chiesa ospita le reliquie di San Valentino Martire, celebre figura cristiana e patrono degli innamorati.
    Accanto alla cattedrale sorge il campanile che è, invece, molto più recente e risale al 1929. Come detto adiacente all’edificio religioso si trova la cappella Sistina. Fu costruito su commissione da Papa Sisto IV verso la fine del 1400 come mausoleo dei propri genitori. La facciata della cappella è realizzata in stile gotico, mentre l’interno è formato da una unica navata. Di forma rettangolare con abside a base quadrata e volta a vela. Tra le peculiarità la presenza di un organo a canne, realizzato dal genovese Filippo Pittaluga, insieme al figlio Felice, che riporta la data del 1776.
    PALAZZO GAVOTTI
    Rimaniamo nel centro storico per visitare il Palazzo Gavotti, prestigioso e antico edificio, sede della Pinacoteca. Fu costruito nel 1500 su resti di precedenti strutture medievali e venne poi modificato nel 1800. Ha tre piani (si apre sotto il portico di piazza Chabrol) e due accessi e l’intera esposizione si sviluppa tra il secondo e il terzo piano. Ci sono diversi punti di interesse, tra cui le opere rinascimentali tra cui spicca la Crocifissione di Donato De’ Bardi, un punto di congiunzione straordinario tra il Quattrocento italiano e l’arte fiamminga. Una Madonna con il Bambino su un sontuoso bassorilievo in marmo fa da introduzione agli imponenti polittici (pale d’altare). Rinomata è la Pala Fornari di Vincenzo Foppa.
    Tantissimi gli esempi a tema mitologico e religioso che attestano la vivacità dell’arte ligure, spaziando da Valerio Castello a Giovanni Battista Carlone. Una parte della collezione è dedicata alla pittura romantico-letteraria dell’Ottocento con le opere di Giuseppe Frascheri e Nicolò Barabino. Una sala ospita inoltre una collezione privata che ha come tema centrale le icone dedicate alla “Gran Madre delle tre mani”. Un viaggio nell’arte pittorica che inizia nel 1300 e che ha una felice tappa anche nell’arte internazionale italiana e straniera del XX secolo.
    VIA PALEOPCAPA
    Oltrepassata la Torretta, dalla Darsena ecco arrivati alla via principale della città. Ad attirare l’attenzione sono i portici che sono stati realizzati nel 1800. Erano stati pensati per collegare il centro storico alla prima stazione ferroviaria della città, che anticamente si trovava nelle vicinanze del fiume Letimbro. Da un lato è la via dello shopping, dei negozi e delle boutique più rinomate. Dall’altro è anche il centro dei ristoranti e dei bar dove concedersi una pausa o fare un pranzo a base di pesce o di prodotti tipici. Ha anche, però, un terzo aspetto culturale per quanto riguarda l’architettura e la storia.
    Costeggia edifici storici molto importanti che sono la chiesa di San Giovanni Battista (con la riconoscibile facciata barocca), la chiesa di Sant’Andrea e l’Oratorio del Cristo Risorto. Ai civici 3 e 5 se alzate lo sguardo potrete ammirare il raffinato Palazzo dei Pavoni, la cui facciata è appunto impreziosita da figure di pavoni e decorazioni floreali.
    TORRE LEON PANCALDO

    Chiamata anche Torre della Quarda o Torretta e si tratta di uno dei simboli principali di Savona. L’edificio è caratterizzato da una pianta quadrata con una base che misura circa sei metri per lato e un’altezza che tocca i 23 metri. Le sue origini si collocano nella notte dei tempi visto che faceva parte di un sistema di mura antichissimo che difendevano la città. La torre, come la piazza in cui si trova, è dedicata a Leon Pancaldo, navigatore savonese. Nato proprio a Savona nel 1482 e morto a Rio de La Plata nel 1540, è ricordato per aver partecipato alla prima circumnavigazione del mondo sulla nave Trinidad, agli ordini di Ferdinando Magellano.
    Dopo la distruzione delle mura da parte dei genovesi, la torre rimase isolata e subì numerosi rimaneggiamenti. I lavori più importanti riguardarono il lato di ingresso, che un tempo come dimostrano alcuni documenti, era aperto e coperto probabilmente da una volta a botte. L’interno fu successivamente murato e la struttura venne divisa in piani. Tra le altre curiosità una statua della Madonna è collocata in una nicchia che si trova sul lato nord-ovest. L’edifico ha ospitato i rimorchiatori del porto di Savona e in una sala del piano Terra ospita una serie di cimeli della Marina Militare.
    MUSEO DELLA CERAMICA
    Quattro piani di esposizione per scoprire un’attività prestigiosa e molto importante storicamente per la riviera savonese: ecco quello che propone il Museo della Ceramica con un migliaio di pezzi unici che vanno a coprire un periodo che parte dal Rinascimento e arriva fino al design contemporaneo. La collezione vi farà scoprire generazioni di artisti e raffinati artigiani. Si parte dai “laggioni”, piastrelle quattro-cinquecentesche, si passa alle maioliche che devono molto all’influenza orientale.
    Si arriva alla tradizione barocca, si impara il decoro settecentesco per terminare con il Novecento e la sua rivoluzione artistica e il design contemporaneo. Ancora oggi la ceramica rappresenta l’espressione figurativa che meglio identificano la storia, l’arte, la cultura e l’economia del territorio. Se ne può trovare testimonianza nei monumenti cittadini, nelle chiese, nei musei, ma anche nell’arredo urbano e nelle numerose attività di manifatture che sono ancora attive. Ci troviamo nel pieno centro storico, a due passi dalla Cattedrale.
    Completano la visita oltre a laboratori e attività per bambini, anche strumenti multimediali unici come la quadrisfera, che permetterà di assistere a una suggestiva narrazione della storia della ceramica ligure. Da una vetrina multimediale prenderanno vita racconti che parleranno della parte pratica e faranno conoscere ai visitatori i segreti della lavorazione.

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