Intervista a Baltimores & Massilia Hi-Fi

0
29

Nel novembre 2020, con il mondo alle prese con la pandemia e la Francia confinata per la seconda volta, gli artisti Baltimores (cantante/compositore) e Dedoo (beatmaker e leader di Massilia Hi-Fi) si sono rifugiati nella creazione musicale, dando vita ad un progetto innovativo in cui hanno potuto esprimere la loro rabbia per il contesto politico. Il risultato è Global Crisis, un album ricco e potente, pensato per smuovere corpi e coscienze. Noi li abbiamo intervistati.

D. Parlatemi del vostro nuovo album Global Crisis…

R. Nel novembre 2020, con il mondo in lotta contro la pandemia e la Francia confinata per la seconda volta, ci siamo rifugiati nella creazione musicale e abbiamo iniziato a realizzare un album che esprimesse la nostra rabbia dovuta al contesto politico. Il risultato è questo album pensato per smuovere corpi e coscienze. Lo vediamo come una sottile fusione di Reggae-Dub e Hip-Hop moderno.
I testi, in inglese/patois, difendono una visione critica della società produttivista globalizzata, a volte in modo esplicito (Global Crisis, Working Poor, Solidarity) a volte in modo satirico e leggero (Organic Food, Like Sour Cream), o ancora attraverso testi introspettivi e poetici (Fly, The Rain, Another Vibe, Mi Deh Ya).

D. Cosa rappresenta l’immagine in copertina?

R. Rappresenta il non-senso del nostro mondo di oggi. In questa immagine simbolica, il protagonista sembra un sopravvissuto post-apocalittico in un’aria soffocante, che cerca di nutrire una pianta con un liquido non appropriato. Vogliamo far riflettere le persone sull’aberrazione della nostra azione collettiva che porta alla catastrofe sociale ed ecologica.

D. È possibile percepire la rabbia nei brani inclusi nell’album. Qual è stata l’ispirazione principale?

R. Sicuramente perché lo siamo. Molte cose stanno andando male, molte cose importanti non sono valorizzate come dovrebbero, come l’ambiente, l’istruzione, il cibo, la salute fisica e mentale… La maggior parte dei brani dell’album parla di questo in vari modi. Inoltre, la stesura dell’album è iniziata durante la pandemia di covid mentre eravamo rinchiusi.

D. Come avete iniziato a collaborare?

R. MHF ha iniziato nel 2008, costruendo un soundsystem, organizzando sessioni e cercando di produrre la nostra musica. L’incontro con Baltimores è avvenuto nel 2016, quando si presentava alle sessioni di soundsystem/dub per divertirsi con il freestyle. Nel 2017 Baltimores ha cantato la sua prima traccia sul soundsystem MHF durante il festival Dub Station. Da allora, e poco a poco, abbiamo iniziato a lavorare insieme, pubblicando alcuni singoli (“Arms Trade”, “Rub A dub”, “Brainfood Farmer”, “Stand up Strong”…) fino a quando l’idea di un album congiunto è diventata ovvia.

D. Com’è la scena reggae a Marsiglia?

R. La scena reggae a Marsiglia è viva! Marsiglia ha sempre avuto un legame speciale con la musica reggae grazie alla band Massilia Sound System fin dagli anni ’90, e ad alcuni locali come “Le Moulin” che permettevano agli artisti giamaicani di esibirsi in città. Ora le cose sono complicate per gli attivisti locali (locali abbattuti uno dopo l’altro, crisi economica…) ma la gente continua ad ascoltare musica reggae/dub e la folla qui è appassionata e piena di energia. Marsiglia è una “città che soffre”, quindi Marsiglia capisce bene una musica fatta per chi soffre.

D. Come avete iniziato a interessarvi alla musica reggae?

R. Dedoo: la musica reggae mi è arrivata nonostante la mia famiglia non la ascoltasse. Quando avevo 14 anni, il mio migliore amico mi portò nella stanza di suo fratello maggiore, dove c’erano due giradischi e un registratore. Mi mostrò una scatola di vinili e mi innamorai di questa cultura, di questo modo di ascoltare la musica. Poi ho iniziato a collezionare dischi in vinile e ho finito per fondare un sound system con gli amici qualche anno dopo. In realtà ho iniziato a suonare/giocare con questa musica quasi subito dopo averla scoperta.

Baltimores : ho scoperto la musica reggae da bambino con le cassette di Bob Marley di mio padre, soprattutto con l’album “Burnin”. Poi ho iniziato ad ascoltare gli artisti reggae giamaicani da adolescente. La musica reggae è diventata il mio genere preferito, ma amo la musica in generale e i miei amici musicisti erano appassionati di altri generi musicali. Per questo ho iniziato a cantare e a suonare la chitarra in gruppi rock, e poi a scrivere canzoni in tutti gli stili per diversi progetti e a esibirmi in molti piccoli concerti. Dieci anni dopo ho deciso di tornare al mio primo amore per la musica reggae/dub come cantante solista e sono diventato Baltimores.

D. Quale sottogenere preferisci e perché?

R. Dedoo: ho iniziato con il roots degli anni ’70 e la dancehall degli anni ’90/’00, per intrattenere i miei amici alla fine del liceo. Poi ho scoperto lo stile digitale degli anni ’80 e il New roots negli anni ’00 perché era di moda. Poi il dub ha preso tutta la mia attenzione, la musica dub britannica, francese e giamaicana. Oggi ascolto tutti questi sottogeneri, non ne ho abbandonato nessuno!

Baltimores : sono interessato a tutti i tipi di musica reggae/dub. In passato ho ascoltato molta roots e new roots. Ora seguo la nuova generazione di artisti reggae/dub giamaicani ed europei e sono interessato a come questa musica possa evolversi attraverso l’influenza di altri generi.

D. Vi piacerebbe collaborare insieme in progetti diversi, magari coinvolgendo quali altri nomi?

R. Non sappiamo bene quale sarà il futuro, ma sì, ci piacerebbe collaborare di nuovo, di sicuro!

D. Andrete in tour insieme?

R. Lo facciamo già! Baltimores ha costruito un live show dedicato ai palchi, e Ed è sul palco con lui e un bassista. Allo stesso tempo ci sono sessioni di soundsystem MHF in cui Baltimores canta molto spesso.

D. A cosa state lavorando in questo momento?

R. A del nuovo materiale, molto nuovo! Abbiamo già preparato più di 15 brani, credo che ci siamo trovati e vogliamo fare molte cose insieme.

ENGLISH VERSION

Q. Tell me about your new album Global Crisis…

A. In November 2020, with the world fighting the pandemic and France confined for the second time, we took refuge in musical creation, and started to make an album that expresses our anger due to the political context. The result is this album designed to move bodies and consciences. We see it as a subtle fusion of Reggae-Dub and modern Hip-Hop.
The lyrics, in English/Patois, defend a critical vision of globalized productivist society, sometimes explicitly (Global Crisis, Working Poor, Solidarity) sometimes in a satirical and light way (Organic Food, Like Sour Cream), or again through introspective and poetic texts (Fly, The Rain, Another Vibe, Mi Deh Ya).

Q. What the picture on the cover represents?

A. It represents the non-sense of our world today. In this symbolic picture, the main character looks like a post-apocalyptic survivor in a stifling air, trying to feed a plant with a non appropriate liquid. We want to make people think about the aberration of our collective action leading to social and ecological catastrophe.

Q. You can feel anger in the tunes included in the album. What was the main inspiration of it?

A. For sure because we are. Lots of things are going wrong, many important things are not valued as they should be, such as environment, education, food, physical and mental health… Most tracks of the album talk about that in a variety of ways. Besides, the writing of the album started during the covid pandemic while we were locked down.

Q. How did you start to cooperate?

A. MHF started in 2008, building a soundsystem, organising sessions and trying to produce our own music. The meeting with Baltimores occurred in 2016 as he was showing up in soundsystem/dub sessions to have fun freestyling. In 2017 Baltimores sang his first track on MHF soundsystem during the Dub Station festival. Since then, and little by little we began to work together, releasing a few single (“Arms Trade”, “Rub A dub”, “Brainfood Farmer”, “Stand up Strong”…) until the idea of a joint album became obvious.

Q. How is reggae scene in Marseille?

A. The reggae scene in Marseille is alive ! Marseille has always had a special connection with reggae music due to the band Massilia Sound System since the 90’s, as well as some venues like “Le Moulin” which allowed Jamaican artists to perform in town. Now, things are complicated for local activists (venues shot down one by one, economical crisis…) But the people are still listening to reggae/dub music and the crowd here is passionate and full of energy. Marseille is a “sufferers city”, so Marseille understands well a music made for the sufferers.

Q. How did you start to be involved in reggae music?

A. Dedoo : the reggae music came to me although my family didn’t listen to it. When I was 14, my best friend took me to his grand brother’s room, where there were 2 turntables and a tape recorder. He showed me a box of vinyls, and I really fell in love with this culture, this way to listen to music. Then I started to collect vinyl records and ended up founding a sound system with friends a few years later. Actually I started playing/juggling this music almost right away after discovering it.

Baltimores : I discovered reggae music as a child with my dad’s Bob Marley cassettes, especially with the album “Burnin”. Then I started to listen to the jamaican reggae artists as a teenager. Reggae music became my favorite genre but I love music in general and my friends musicians were into other kind of music. That’s why I started to sing and play guitar in rock bands, and then write songs in all kind of styles for different projects and perform in a lot of small gigs. Ten years later I decided to get back to my first love for reggae/dub music as a solo singer and became Baltimores.

Q. What subgenre do you prefer and why?

A. Dedoo : I began with the roots from the 70’s and the dancehall from the 90’s/00’s, to entertain my friends at the end of the highschool. After I discovered the digital style from the 80’s and the New roots in the 00’s because it was trendy. Then the dub took all my attention, UK, French, and Jamaican Dub music. Today I listen all these subgenres, I didn’t quit any !

Baltimores : I’m interested in all kind of reggae/dub music. I have been listening to a lot of roots and new roots in the past. Now I follow the new generation of Jamaican and European reggae/dub artists and am interested in how this music can evolve through the influence of other genres.

Q. Would you like to cooperate together in a different projects maybe involving what other names?

A. We don’t really know what the future will be, but yes we would like to cooperate again for sure !

Q. Will you tour together?

A. We already do ! Baltimores has built a live show dedicated to stages, and Ed is on stage with him and a bass player. At the same time there are MHF soundsystem sessions where Baltimores is very often singing.

Q. What are you working on right now?

A. Some new stuff, a lot of new stuff ! We already have more than 15 tracks prepared, I think we found each other and we want to make a lot of things together.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui