Intervista a Quartiere Coffee

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I Quartiere Coffee pubblicano La Mia Terra, il quinto album ufficiale della band italiana. L’album arriva a sette anni di distanza dal precedente, Conscience, e tre dopo la reunion con il cantante KG Man. Negli ultimi due anni il collettivo toscano ha iniziato una nuova fase della sua storia artistica. Oltre al reggae, colonna portante dello stile di Quartiere Coffee, all’interno di La Mia Terra si possono trovare sfumature folk di matrice mediterranea, ritmi latini ed etnici, composizioni elettroniche e incursioni nel pop. Abbiamo intervistato Rootman a questo proposito.

D. Cominciamo parlando del vostro nuovo album La Mia Terra…

R. La mia Terra è un album che vuole far riflette su tematiche oggi molto forti ed importanti, quali l’uguaglianza la guerra ed il razzismo. Vuole far soffermare sul senso di appartenenza della propria terra, per cercare di creare empatia ed un filo conduttore verso quelle persone che, non per loro scelta una terra, una casa od una patria se la sono vista portare via. Non per il semplice fatto di affermare “poveretti” ma tanto per far riflettere nel profondo quali potrebbero essere le cause scatenanti di questa vera situazione, e cercare di migliorare se stessi oggi, per poter domani dare un apporto positivo e costruttivo per migliorare realmente le cose.

D. I primi singoli usciti vedono la collaborazione di Finaz dei Bandabardò e Tonino Carotone. Come è avvenuta la scelta per i featuring?

R. Per quello che riguarda Finaz, la risposta arriva dall’infanzia di KgMan, in quanto l’assolo di “Uomini Celesti” della Banda lo ha fatto innamorare della musica e prendere per la prima volta una chitarra in mano. Tonino invece è stata dettata come scelta dal fatto che è un Gitano, un cittadino del mondo, e chi meglio di lui avrebbe potuto rappresentare questo brano?!

D. Quale è stato l’apporto de La Tempesta Dub al risultato finale?

R. La professionalità della Tempesta Dub ci sta facendo crescere, dopo anni di totale indipendenza, questo è stato e sarà un apporto fondamentale per la continua crescita del nostro progetto.

D. In che cosa questo disco è differente dai precedenti?

R. In realtà siamo tornati indietro con questo disco, stilisticamente parlando intendo ovviamente, ci siamo rifatti al mood di “In-A” mischiare sonorità, generi stili e linguaggio, perché secondo noi questa è la vera essenza del Quartiere Coffee.

D. Nel corso degli anni avete subito moltissime trasformazioni. In che cosa siete cambiati dagli esordi? Cosa rimpiangete degli inizi del 2004?

R. Beh, in realtà appunto ti ho risposto con la precedente, si va avanti ma si deve sempre guardare al passato in maniera costruttiva, per imparare, e a volte, arrivano suggerimenti o ispirazioni. Basta pensare che Solomon Kingdom è un brano che ho scritto nel 2001.

D. Che cosa ha significato il rientro di KG Man?

R. Tommaso è per me un fratello, ci conosciamo dai banchi di scuola, essere stati lontani per 7 anni ci ha formato e rafforzato. Il suo apporto creativo ha ridato una sferzata di produttività alla band.

D. Vi siete sempre contraddistinti con collaborazioni spesso al di fuori del mondo strettamente reggae. Avete qualcosa di simile in serbo anche per il prossimo futuro?

R. Ora ci concentriamo appunto con le date di questa estate, che ad oggi dobbiamo pubblicare per intero, ma stiamo già guardando al prossimo lavoro in studio.

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