“Refugees Welcome” Manlio ls ‘O Zulù 99 Posse.

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Manlio Calafrocampano lancia a Londra il suo nuovo video ufficiale “Refugees Welcome” realizzato in collaborazione con ‘O Zulù 99 Posse.
Il singolo tanto atteso in pochi giorni ha raggiunto le 10000 visualizzazioni su YouTube, “Refugees Welcome”, è estratto dal nuovo disco di Manlio dal titolo “Mentalità” in uscita in primavera, album prodotto da Rising Time Label, registrato a Londra da RahStars.

Manlio Panza, in arte Calafrocampano, cinque anni fa ha scelto di iniziare la sua esperienza a Londra, ma nasce a Napoli con origini materne calabresi precisamente di Cirò Marina, Crotone; da lì il suo alias Calafrocampano che valorizza l’apparenza alla sua terra d’origine e le sue radici. Manlio ha studiato a Roma laureandosi all’Università La Sapienza nel 2010 dove inizia anche la sua carriera musicale, registrando proprio a Roma nel marzo 2009 il suo primo CD demo autoprodotto dal titolo “Censura”. Nel 2010 dopo il viaggio al Rototom Sunsplash registra in Salento “Consapevolezza”, il suo primo album che concretizza il suo talento e la sua popolarità, dando il via alla vera e propria entrata in scena a livello nazionale con concerti in tutta Italia. Nel 2012, con l’uscita del secondo disco “Sogno”, l’artista Calafrocampano acquista sempre più popolarità vantando sempre più date e collaborazioni di livello. Nell’ottobre 2013 iniziano le prime date in Europa che lo portano anche a Londra, Amsterdam, Brighton e proprio in UK produce tra il 2015 e il 2016 lo street EP “Babylondon”, due official video e il Mixtape “Rude Soul” con il Dj e Producer Scara Soul Dub.

Sempre nella capitale inglese fonda Unity Radio London una web radio indipendente unendo diverse realtà della scena e dando vita anche a svariati eventi. È anche co-fondatore di molti eventi e progetti in Italia tra cui Sound Unity, Compari Sodi, Krimisa Massive, Cirò Marina Pirata, e ha collaborato con le crew italo-inglesi di Open The Gate Sound, RahStars e Spaghetti Night.
A supportare Manlio Calafrocampano in questa nuova avventura nel suo nuovo singolo e video ufficiale su YouTube è proprio lo storico front man della band 99 POSSE, ‘O Zulù, che vedremo in alcune date del prossimo tour.
Intanto ‘O Zulù sta lavorando attivamente su nuovi lavori e progetti da solista, senza tralasciare le immancabili date con i 99 POSSE, che stanno preparando un tour in vista dei loro 30 anni di attività sulla scena. Manlio ha scelto Napoli come protagonista del video ufficiale in collaborazione con ‘O Zulù. Napoli, Cornice perfetta per un viaggio multiculturale a ritmo di digital ska tra centro storico, golfo, e centro sociale occupato.

Che messaggio trasmette il nuovo brano “Refugees Welcome” realizzato con Luca Persico, detto ‘O Zulù?
Con questo brano vogliamo lanciare con positività un coro di solidarietà verso tutte le persone che fuggono da guerre e povertà nella speranza di una vita migliore. Al momento c’è guerra in Siria, in Palestina, in Iran, le persone fuggono disperate e spesso sono disprezzate e non accettate nei paesi che creano guerra e morte, noi con le nostre liriche abbiamo voluto sottolineare che i razzisti non sono i benvenuti…Ma i rifugiati si!

La tua musica esprime un forte messaggio contro la discriminazione razziale, contro le guerre in atto e contro il sistema capitalista. Spiegami l’importanza del messaggio che trasmetti nei tuoi brani e in che modo porti avanti l’impegno sociale?
Da sempre credo che la vera potenza della musica sia nel messaggio e nei concetti che comunica alla gente che ascolta. Utilizzando le parole in una direzione di solidarietà, fratellanza, antirazzismo e di protesta verso le ingiustizie esprimo me stesso e la mia filosofia di vita che da anni viaggia di pari passo all’impegno sociale e di lotta che condivido con gruppi, collettivi, manifestazioni, azioni e supporto verso i più deboli e contro razzismo e capitalismo.
Lo ska come il reggea si affianca alla musica giamaicana, generando un ritmo particolare ed estremamente flessibile che ti permette di spaziare da solari e spensierate canzonette a brani più intensi e ipnotici. Quali sono i veri motivi per cui hai scelto lo ska piuttosto del reggae?
In questi tempi in cui le mode del momento prediligono sonorità elettroniche, buie e cupe credo che ritornare alle origini, ovvero alle radici della musica giamaicana sia uno schiaffo morale e una questione di stile che supera i confini delle tendenze dettate dalla moderna e buia “Babilonia”, portando luminosità e allegria con un fresco digital ska che allo stesso tempo ti fa riflettere e pensare…Lotta e allegria!
Cosa rappresenta per te questo progetto in collaborazione con Zulù?
Ho realizzato un sogno, da bambino ascoltavo le cassette dei 99 Posse in bicicletta e ora mi trovo a scrivere e condividere palchi con uno dei miei artisti italiani che più ha influenzato il mio pensiero antagonista e sociale. Un brano per me molto importante e sentito, in featuring con Luca, che rappresenta da decenni la voce antifascista e anticapitalista più popolare del panorama musicale italiano, simbolo per intere generazioni. Un messaggio altrettanto forte contro razzismo, paura e intolleranza in un momento dove restare umani rappresenta un atto di Resistenza.
Manlio in Italia è già una star nel rappresentare lo stile reggamuffin italiano famoso per l’energia durante i suoi live, il suo flow velocissimo in extrabeat e le sue centinaia di date tra Italia ed Europa. Si sta infatti affermando nella scena reggae di Londra e in Europa, Inghilterra, Olanda, Germania, Spagna, Isole Canarie, Malta durante i suoi tour internazionali.
Durante questi anni Manlio ha condiviso palchi al fianco di grandi artisti del calibro di Lee Scratch Perry, Alpha Blondy, Alborisie, The Original Wailers, Mad Professor, General Levy, Congo Natty, Ranking Joe, Gappy Ranx e gli italiani: Sud Sound System, 99 Posse, Clementino, Mama Marjas, Villa Ada Posse, Brusco, Shakalab, Roy Paci, Radici nel Cemento e molti altri. Non vediamo l’ora dell’uscita del disco “Mentalità” in primavera e di vedere Manlio in tour in Italia e in Europa, alcune date saranno proprio insieme a ‘O Zulù!

Inrevista e articolo di Arianna Caracciolo

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