SPIN THE VIBES #6

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    SPIN THE VIBES

    Data / Ora
    Date(s) - 13/01/2023
    Tutto il giorno

    Luogo
    LOA Acrobax - Via della Vasca Navale 6 Roma (RM)
    APRI IN GOOGLE MAP

    Categorie


    INGRESSO LIBERO
    6o appuntamento al calduccio delle stufe di Acrobax. Dopo esattamente 3 anni, torna la “Saga” più coool del reggae romano. 😁
    Spin the Vibes – 3 dancehall reggae artigianali per ritrovare il gusto e il sapore di divertirsi insieme a suon di Vibes! 🙂
    13/01/2023 – 24/02/2023

    Ore 18:00 – proiezione di “La Scelta. Che cosa vogliono i notav?”, un film scritto e prodotto da Carlo A. Bachschmidt, Stefano Barabino e Michele Ruvioli
    Dalle 20:00 – cena con La Lunfarda dei Saperi & Sapori- vineria,birreria at Acrobax ex-cinodromo (https://www.facebook.com/lunfardax)

    Dalle 22:00 – reggae inna di Yard
    RADIO TORRE SOUND SYSTEM
    (https://www.facebook.com/radiotorresoundsystem)

    Sound Ale – Birra artigianale alla spina direttamente dalla consolle

    Tutte le serate saranno a sostegno di lotte e spese legali di compagnǝ sotto processo o in carcere.
    Saranno resi pubblici i conti e le sottoscrizioni che faremo alla fine della Trilogia!

    sostieni l’autogestione – sostieni l’autocostruzione

    LA SCELTA
    https://www.facebook.com/lascelta.docufilm

    Che cosa vogliono i notav?
    Fermare la costruzione dell’opera non sembra esaurire il senso della loro scelta. La lotta, i processi, il carcere, la guerra, le scelte individuali sono occasioni di cui dispongono nel tentativo di dare dignità alla loro vita.
    SINOSSI
    Forza, coraggio e gioia! Questo è l’invito che Luca rivolge ai suoi compagni riuniti in assemblea. E’ rimasto gravemente ferito mentre tentava di rallentare l’apertura del cantiere al quale il movimento notav si oppone. Emanuela, la sua compagna, legge la lettera che Luca ha scritto in ospedale dove si sta lentamente riprendendo. I notav, tra i quali Marisa, Nicoletta e Paolo, tentano di disturbare i lavori del cantiere e di abbatterne le reti. Di notte, in piccoli gruppi, riescono ad entrare e danneggiare alcuni mezzi ma il cantiere è molto grande ed è considerato dallo Stato un’opera strategica. I lavori vanno avanti, il cantiere cresce. Il movimento notav prova a sostenere un partito politico che si dichiara notav ma Nicoletta richiama la necessità di mantenere autonomia nella lotta. Arrivano i processi, i pubblici ministeri raccontano il movimento notav dal punto di vista dello Stato e chiedono pene importanti per gli imputati.
    Sono passati anni e, mentre Luca ed Emanuela hanno avuto un figlio, Davide, un militante notav, è tornato dalla Siria dove ha combattuto nella rivoluzione del Rojava. La guerra mette l’individuo davanti a dilemmi ultimi e laceranti, sia combattere che non combattere sono due scelte sbagliate. Il tentativo di fermare l’opera per via istituzionale è ormai fallito: in assemblea Luca invita i compagni a prenderne atto, è in semilibertà e deve entrare in carcere ogni sera, lo accompagniamo. Mentre ci racconta di essersi lasciato con Emanuela, riconosce che sta all’individuo soltanto la ricerca della propria felicità. La lotta sulle reti del cantiere prosegue. Nicoletta viene arrestata, suo marito Silvano scende in paese per partecipare alla manifestazione in sua solidarietà.

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