Intervista a Marumba

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“È arrivato il tempo di fare i conti con il proprio passato e presente, e di avere la dignità di spiegare cosa sia la guerra. Dobbiamo imparare dai bambini, incapaci di causare tanto dolore al prossimo, senza pregiudizi e arroganza. La natura ci insegna che dove c’è diversità prospera la vita, mentre stiamo percorrendo la strada dell’omologazione, e questo è un piano diabolico”. Queste le parole di Marumba sul suo ultimo disco. Noi di Reggae.it lo abbiamo intervistato.

D. Parlami di questo tuo quarto album Time Has Come…

R. Questo album è una raccolta di canzoni one drop, steppa e rub a dub con un concetto comune : Il tempo è arrivato per tutti coloro che si stanno macchiando di omicidi, violenze e oppressioni. La guerra è sempre una scelta sbagliata. Ma se non ci fermiamo ora, quando sarà il momento?

D. Come è nata la tua collaborazione con Soulove Records?

R. Soulove è amore e rispetto fin da quando ci siamo conosciuti, nel 2012. Avevo avuto un incidente ed ero stato per diversi mesi a casa senza potermi muovere. Ma la mia musica si muoveva, fino ad arrivare a Ferrara da Djafghan che al tempo stava lavorando con Percydread (Natural-ites). Una delle mie tracce fini nel disco dell’artista jamaicano e da lì iniziò una collaborazione fortunata con la famiglia SouloveRecords.

D. Da dove viene il tuo stage name?

R. Come tutti i nomi non sono stato io a sceglierlo, ma una persona a me molto cara. Poi nel tempo mi ci sono abituato.

D. Vieni da una formazione jazz e dal pianoforte. Come sei approdato al reggae?

R. Il reggae è per me una musica perfetta per l’ improvvisazione, così come il jazz. Ho sempre ascoltato diversi generi musicali, ma quando ascolto o suono roots reggae mi sento particolarmente a mio agio.

D. Hai collaborato con tanti artisti internazionali, anche giamaicani. Hai qualche ricordo particolare di queste esperienze da volerci raccontare?

R. Tutte le esperienze sono state indimenticabili, da Winston Francis che ci sorrideva in continuazione, a Percydread che mi consigliava sulle melodie, ma forse la più rappresentativa è stata aver accompagnato The Congos nelle 3 date italiane. Cedric Mython è stato come una guida spirituale, mentre Congo Ashanti Roy ci cucinava brodo di pesce per tutti.

D. E con chi ti piacerebbe lavorare in futuro?

R. Nessuna aspettativa, spesso la vita ti riserva delle sorprese inaspettate ed è così che mi piace vivere. Posso solo dire di essere molto fortunato ad avere al mio fianco Orlando de la Rosa al basso e Lorenzo Lucentini alla batteria, due musicisti straordinari che assieme a tutta la Playmore Band mi aiutano negli spettacoli dal vivo e nelle produzioni.

D. Mi parli del tuo tour estivo?

R. Quest’estate saremo in giro per festivals quali Bababoom, Fantasia, Dubstone e altri ancora. Siamo appena tornati da due date in Svizzera e torneremo presto dai nostri fratellini svizzeri a fine giugno. Per gli aggiornamenti sul tour www.marumba.it

D. A cosa stai lavorando di nuovo?

R. Oltre allo spettacolo live con band, sto presentando un liveset molto divertente in quanto è un vero e proprio live con l aiuto di computer e vari strumenti suonati dal vivo. Questo mantiene la giusta dose di improvvisazione che mi piace.
Vi invito a venirci a trovare nelle date del tour e diffondere vibrazioni positive con tutta la bella gente che ci circonda, questo è quello di cui abbiamo bisogno per sopravvivere. Tanto amore reggae.it

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