Run To Revelation, nuovo album per The Dangeroots

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Run To Revelation

Dopo diversi anni di singoli e collaborazioni, arriva finalmente il primo album in studio per The Dangeroots dal titolo Run To Revelation. La formazione è composta dal veterano autore, musicista e cantante Antonio Treble Lu Professore Petrachi con le voci di Rocky G.Vox, Chala DZ, le percussioni di Firrarieddhru (in Back To Africa e C.A.R.), i fiati dei Brass Brothers Luigi e Cosimo Miacola e dal selecter Dj Postino.

Il Brano è nella playlist Reggaeit di Spotify insieme a tanti altri brani recensiti !! SEGUILA

Il lavoro prende le mosse da una riflessione di Fabrizio De André sulla caducità dell’arte se
poi gli ideali sinceri che hanno spinto a produrla non vengono concretizzati “fuori dai
teatri”, nella vita reale. La “rivelazione da rincorrere”, dunque, è proprio questa: restituire
senso concreto alle parole dette, cantate, recitate. Solidarietà, Fratellanza tra i popoli,
Rispetto per il territorio, Autodeterminazione non sono parole vuote buone solo a riempire
canzoni, bensì parole vere che corrispondono ad altrettanti comportamenti veri e coerenti
con esse.

Così il roots rock reggae dei Dangeroots diviene tangibile, come le radici culturali di Back
To Africa e quelle musicali di C.A.R. e N’Atra Cosa, le lacrime, la disillusione ma anche la
voglia di ricominciare di chi dallo Stato pensava di dover essere difeso ed invece è stato
calpestato in Sant’Asili, la determinazione di Passo Di Leone e Non Vado Al Tappeto,
l’anticonformismo di Nuff Respect e Incubo, così come la gioia e la libertà di Voglia Di
Festa.

10 inediti che segnano il nuovo percorso della band, sempre nel solco dello stile tracciato
da Treble in ormai 4 decadi di carriera musicale dagli Isola Posse All Stars ai Sud Sound
System. Un viaggio in italiano, inglese e dialetto salentino in cui musica e messaggio si
fondono come da sempre predica la musica reggae, lasciando a chi ascolta quell’energia
pura e positiva capace di trasformare le idee in azioni.

Il disco, mixato e masterizzato da Treble e che vede – tra gli altri – la partecipazione di
Emanuele Coluccia in Sant’Asili e C.A.R., Dario Muci ed Enza Pagliara in Sant’Asili e Dj
War in Nuff Respect, sarà pubblicato in digitale su Artist First per l’etichetta M1 e uscirà il 5
luglio 2024, con la possibilità di essere preordinato su Artist First il 21 giugno.
Dopodiché sarà reperibile su tutte le piattaforme digitali.

TRACK LIST

1. Run to Revelation (Rocky G Vox, Treble, Chala Dz)
2. Back To Africa (Rocky G Vox, Treble, Chala Dz
3. C.A.R. (Treble)
4. Sant’ Asili (Dario Muci, Treble, Rocky G.Vox)
5. Passo di leone (Rocky)
6. Nuff respect (Treble)
7. Non vado al tappeto (Rocky G.Vox)
8. Incubo (Treble)
9. N’atra cosa (Rocky)
10. Voglia di festa (Treble)

prodotto da Associazione Culturale Francavilla Posse (2024)
-registrazioni:Treble e Luigi Miacola
eccetto 1% e Va tutto bene (Greezzly)
Sono circondato (JamRecords), Terra Rossa (Mystical Lighta)
-drum: Firrarieddhru in CAR e Back To africa
-fiati: Emanule Coluccia in Sant’asili e CAR;
Luigi e Cosimo Miacola in Run to revelation, Back to Africa, CAR, Sant’asili, Nuff Respect, Non vado al Tappeto.
-campioni a cura di Dj WAR in NUFF RESPECT
-Mix e mastering Treble

Recensione di Cucugliato Stefano (docente presso IISS Trinchese_Martano)

“Run to Revelation” è l’ultima fatica discografica dei The Dangeroots sapientemente guidati da Antonio Petrachi, in arte “Treble lu Professore” già fondatore e leader dei Sud Sound System

L’album si apre con il brano che dà il titolo all’album “Run to Revelation”. L’intro, affidato all’astro nascente del reggae il brindisino Rocky Ganjavox, mette ben in chiaro quale sia la missione dell’album e che verrà ribadita più avanti nel corso dell’ascolto. Le voci di Treble e Chala irrompono e ci prendono per mano guidandoci all’interno di un brano dalle accelerazioni che sembrano volerci far correre verso la rivelazione.

“Back to Africa”, dai suoni caraibici, rinsalda il legame con “mama” Africa e ribadendo una volta di più il concetto che non esiste differenza alcuna tra “bianco” e “nero”, ma che si è bianchi e neri, tutti, per metà.

“C.AR.” ricalca il brano “Intro”, col quale nel 1996 si apriva il primo album dei Sud Sound System “Comu na petra”. In un’ideale ponte tra il passato ed il presente, l’unico punto di contatto resta Treble Lu professore, autore e cantante del brano. Fa un po’ specie notare come dei problemi di oramai 28 anni fa non siano stati ancora superati nonostante l’industrializzazione, la globalizzazione e quando la “xylella” era un concetto inesistente nel nostro vocabolario.

“Xylella” che funge da filo conduttore e ci porta dritti all’amara e triste “Amala ancora” che vede la partecipazione e la splendida performance di ______Il brano si apre col canto delle cicale in sottofondo e racconta della lotta al gasdotto T.A.P. e delle sue conseguenze sul territorio e soprattutto dei cittadini, che nel tentativo di difendere la propria terra hanno dovuto fronteggiare chi invece avrebbe dovuto proteggerli, lo Stato.

La successiva “Passo di Leone” cantata interamente da Rocky Ganjavox, suona come un diario personale del cantante che ci racconta la sua esperienza nel mondo della musica reggae e rappresenta un inno ai valori di quella cultura ed alla sua missione.

“Nuff respect” ha sonorità più funky e meno tradizionalmente reggae ma è una potente denuncia contro l’attuale scena musicale che ha come unico scopo fare denaro, ma è in sé troppo piatta, finta (tanto da essere definita deep fake) e stitica di idee, che per poter sopravvivere ha bisogno di rispolverare dei brani immortali di epoche passate, riarrangiandoli e remixandoli per poter incontrare il gusto del pubblico moderno in cerca di “relax”, talmente pigro da essere incapace di comprendere i testi delle canzoni preferendo rimanere nella superficialità di un suono senza anima, usa e getta.

“Non vado al tappeto” è un esercizio di stile di Rocky giocato tutto sul suo nome d’arte e quello di Rocky Balboa. “Incubo” racconta del passato di Treble e delle sue origini allo spazio ’Isola” di Bologna, vera fucina dei talenti dell’epoca.

“N’atra cosa” è invece l’inno del gruppo, i The Dangerootz, ovvero i le radici pericolose e ci spiega il motivo che si cela dietro questa scelta e ribadisce una volta di più la vitalità e lo stato di salute del movimento troppo spesso dato per morto e che invece brucia ancora. Una piccola perla la carrellata dei mostri sacri della musica reggae internazionale (Bob Marley & The Wailers, Buju Banton, Peter Tosh) cantati in stile Jacob Miller in “Tenament Yard” esattamente come si faceva una volta segno che la radice è viva ed affonda in un passato intramontabile.

Chiude l’album “Voglia di festa” omaggio ad una classe di scuola del nomen-omen Lu Professore che sottolinea il concetto a lui tanto caro di educazione ed intrattenimento fine ultimo e più nobile che la musica dovrebbe avere, ma che finisce spesso per essere calpestato in nome del denaro.

In conclusione, “Run to Revelation” offre molti spunti interessanti e riesce a fondere in sé due generazioni differenti di cantanti (Treble e Rocky) unite ad un taglio più internazionale (Chala). L’album racconta di un lungo viaggio che prende le mosse dalle origini (le radici) fino alla rivelazione, passando attraverso momenti di riflessione sul percorso personale dei singoli componenti e sullo stato attuale della scena musicale e sociale.

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